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Raduno Internazionale dello Stelvio 2006 Print E-mail
Written by daniele   
Wednesday, 19 July 2006 18:19


Domenica 2 luglio 2006 si parte per il Raduno internazionale dello Stelvio.

Il corpo di spedizione in partenza da Paderno Dugnano alle 8 e 30 di domenica mattina ט composto da due Ducati Multistrada 1000 ds: il mio babbo e Dario con la simpatica zavorrina Daniela; il vtr 1000 f Firestorm di Diego con la mitica Flora a troneggiare sul sellino posteriore e il monsterino 620 del vostro umile scriba.

Il programma della giornata ט impegnativo: pranzare al passo dello Stelvio in compagnia delle genti motociclistiche venute per il raduno Internazionale e poi rientrare scendendo per il versante trentino, percorrendo un tratto di val Venosta raggiungendo il confinne Svizzero, per poi ritonare dall’Engadina e dal meraviglioso Passo del Maloya che ci riporterא in Val Chiavenna.

La parte iniziale del tour ט piuttosto apatica, prima di Sondrio una noia mortale….. meno male che con Diego ci eravamo ripromessi di non rifarla anche quest’anno, si procede con i nostri bicilindrici che borbottano sornioni lungo la statale della Valtellina.

Ultime gallerie prima di Bormio, l’aria diventa frizzante, il paesaggio meraviglioso: siamo alla corte di sua maestא Parco Nazionale dello Stelvio!

Parcheggiamo sulla strada che attraversa la famosa localitא sciistico-termale per infilarci una felpa, o meglio, mi correggo, io da buon freddoloso mi copro per l’ascesa. Siamo alla base dei mitici e altezzosi tornanti che portano al valico di uno dei piש maestosi passi Alpini, teatro di mitiche sfide ciclistiche, in caccia della tanto agognata maglia rosa e di tante fatiche degli amatori delle due ruote a pedali di tutto il nord d’Italia.

Si vedono moto ovunque,bisogna portare attenzione a chi porta legato allo zaino le consuete caraffe di plastica colorate, sono testimonianza diretta dei bagordi alcolici della nottata: giramo alla larga! Purtroppo incontramo due ambulanze, probabilmente effetto ultimo di una catena iniziata con un sorso di un’invitante boccale di birra culminato con una rovinosa caduta in moto.

Iniziamo a salire, lo Stelvio ט l’universitא del tornante, gran giudice di guida in alta quota, lo spettacolo ט impressionante con la fila di moto che si snoda per tutta la strada, luogo della sfilata delle luci la notte precedente … possiamo solo immaginiamo l’effetto straordinario. Lo scenario in cima ט incredibile, come ha giustamente commentato Diego: una fiera dell’est del motociclismo, c’ט di tutto: dall’enduro sporca di fango, alla vespa 50 vecchia di trent’anni, tutto il catalogo delle ipersposrtive e super bike replica, un nutrito gruppo di grantourer con bmw e Gold Wing in testa e harley davidson a profusione (ma come diavolo faranno a salire? Fanno manovra ad ogni tornante?!.... va bט le polemiche le lasciamo a un'altra volta).

Lo stomaco chiama……dei panini caldi rispondono!

Dopo due passi attorno ai rifugi per godere dei panorami, inforchiamo i nostri destrieri per lanciarci nella picchiata su Trafori, che si trova in fondo alle decine di tornanti che scendono verso la val Venosta tappa intermedia del nostro itinerario.

Usciti dalla stretta gola di Trafori, la strada si distende nel fondovalle, lo scenario ט da fiaba, non si puע far altro che rallentare l’andatura, aprire la visiera e godere appieno della potenza e della bellezza della natura. I colori che si scorgono vanno dal verde intenso dei pini che partono sulle pendici dei monti, al giallo-oro del grano, al verde chiaro degli immensi prati che come delle onde del mare ricoprono i movimenti dolci delle colline attraverso cui la strada si snoda….ho la pelle d’oca, mi viene da stendere le braccia al vento, come per farmi assorbire da tanta bellezza!

Ehi,ehi dimenticavo di essere io a condurre la carovana dove dobbiamo girare? Piccola sosta per consultare la cartina: al prossimo incrocio a destra per imboccare la val Munstair che ci porterא alla dogana Svizzera, il paesaggio ט sempre piש emozionante, in leggera salita, la strada con curve ampie e veloci ci porta ritmicamente da una parte all’altra del fondovalle, come a volerci mostrare lo splendore di questi luoghi. Dopo qualche chilometro il ritmo diventa incalzante e l’attenzione rapita dalla sucessione di curve, che grazie all’asfalto perfetto e alla totale visibilitא ci portano ad accompagnare la danza con gustose uscite di sella e a sguardi compiaciuti dopo ogni svolta.

Signori e signore lo spettacolo va ad incominciare mettetevi comodi: si piega!

Il valico ט una gioia per le nostre manopole, ci scambiamo piש volte le posizioni all’interno del gruppo, il ritmo cambia a seconda del direttore d’orchestra che di volta in volta aggiunge il proprio gusto alle traiettorie sull’asfalto.

La concentrazione e il gusto nella guida si fluidificano dopo il centro di Zernez, una secca svolta a sinistra ci immette sulla veloce statale dell’Engadina che ci porterא a raggiungere dopo qualche decina di chilometri la famosissima Saint Moritz, dove ci fermiamo sazi della ricca dose di curve e paesaggi. Un bel gelato ci tiene compagnia mentre dalla rive del laghetto, su cui si affaccia la nota cittadina Svizzera, osserviamo ammaliati le vette che fanno da sfondo a questa incantevole valle alpina.

Le chiacchere come di consueto rivolgono l’attenzione ai nostri amati destrieri a pistoni, gomme, posizione di guida per poi concentrarsi sulle sospensioni del Multistrada di Dario…vediamo di dare un po’ piש di gusto alla strada!

Per chi non conoscesse la particolare motocicletta di Borgo di Panigale, bisogna ricordare che ט equipaggiata con sospensioni pluriregolabili nel precarico e nell’idraulica sia al posteriore che all’anteriore degne di una supersportiva, con addirittura la possibilitא di intervenire sull’altezza del posteriore agendo a monte dell’apparato sospensivo direttamente sul rinvio del leveraggio progressivo che agisce sul monobraccio (n.d.r. trovo il monobraccio del multi la piש bella in assoluto delle sospensioni posteriore di serie!). Un multistrada 1000 ce lo si puע cucire addosso come un vestito di alta sartoria: provo ad accontentare i gusti di Dario! Apriamo la fiancata destra e estraiamo i ferri da chirurgo in dotazione alla rossa ducati, vediamo se troviamo un giravite ad hoc…

La ducatona ha di serie un’impostazione tutta sbilanciata al confort e alla stabilitא sul veloce, risultando perע un po’ lenta nei cambi di direzione e tendenzialmente morbida sia in entrata di curva che in uscita. Principalmente intervengo sul mono posteriore, dando molta molla e scaricando la frenatura idraulica in modo da rendere la sospensione piש reattiva ai cambi di carico, un aggiustatina all’idraulica anteriore per togliere qualche ondeggiamento di troppo a centro curva e il gioco e fatto: un Multistrtada molto piש divertente e sbarazzino!

Suona la campanella, ricreazione finita: tutti in sella!

Quale occasione migliore per provare il nuovo assetto del multi dellle meravigliose curve del Maloya Pass. Preso da multistradismo io e il mio babbo ci scambiamo le moto, ora impugno anche io il largo manubrio di una delle piש divertenti moto del mercato, che avevo giא avuto modo di aggiustarmi, ciclisticamente parlando, abbandonando per qualche km il mio adorato monsterino alle cure del mio baffuto genitore.

Le curve sono ampissime e si ritorcono come un boa giש per il passo, il multi mi piace guidarlo di corpo alla Troy Bayliss, sporgendomi dallo stretto cupolino anticipando le curve con il busto, che goduria queste pieghe!

(Si nota mai che con le moto italiane sono un po’ fissato?)

Cavoli Diego non molla, la sua amata Florina non si lamenta di fronte a qualsiasi strapazzo motociclistico e in un tutt’uno con il pilota si sporge armonicamente da una parte all’altra del corpo del suo adorato conducente, impostando un ritmo infernale e insopportabile alla piש convinta delle zavorrine!

Ecco di nuovo la dogana che ci immette in Italia, siamo in val Chiavenna e fra poco imboccheremo la statale che ci porterא a Lecco e al termine del nostro giro.

Anche quest’anno abbiamo portato i nostri omaggi al Passo dello Stelvio, arrivederci alla prossima estate!

Un lampeggio

Daniele